Il NON voto




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Ultimamente, soprattutto su facebook, in vista delle imminenti elezioni, molti sono gli articoli e i pareri di personaggi illustri e/o famosi che esortano i cittadini a recarsi alle urne, adducendo alla solita filastrocca del dovere del cittadino (è proprio qui il punto: il cittadino!), spesso la motivazione è quella secondo la quale chi non vota lascia agli altri la possibilità di decidere, che sarebbe comunque il male minore. Nel marasma propagandistico ci sono anche alcuni pseudo movimenti che invitano al non voto, secondo la procedura prevista dal Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche TITOLO VII Disposizioni penali Art. 104. Comma 5, che offre appunto la facoltà di recarsi al Seggio, farsi registrare, rifiutare la scheda elettorale e far verbalizzare il rifiuto e l’eventuale motivazione dal Segretario o dal Presidente del Seggio che sono tenuti ad ottemperarvi.

Evidentemente taluni partiti e/o movimenti incominciano ad avvertire il serio pericolo di essere delegittimati una volta per tutte quindi, cercano in ogni modo di correre ai ripari.

Ma la procedura del non voto così attuata è realmente efficace? Assolutamente no! Innanzitutto il non voto non cambia le sorti delle elezioni che si limiteranno a non conteggiare le schede rifiutate, piuttosto che considerarle come nulle o bianche, andando a sommarsi al partito con più voti. Da notare che la Costituzione stessa, che non è altro che un regolamento aziendale corporativo, indica chiaramente all’art. 67 che “Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” ovvero senza impegno verso i propri sostenitori.

Ma la questione fondamentale è un’altra, ossia il fatto di presentarsi alle urne con un documento d’identità, identificandosi e immedesimandosi quindi nella figura (funzione-finzione) giuridica di cittadino, ovvero debitore, servitore dello stato, individuo incompetente, assoggettato ai voleri del potere illegittimamente e illegalmente costituito, incapace di autodeterminazione e autogoverno, praticamente schiavo! Sta proprio lì il vero inganno, quello di farti credere di essere determinante per le sorti del Paese, di illuderti che il voto possa realmente cambiare la tua condizione di suddito. Di convincerti che votare è un diritto-dovere al quale è necessario assoggettarsi e che senza la preferenza lasci a terzi il destino della Nazione. Nella realtà è l’ennesima frode attuata verso gli ignari cittadini che si ritengono ancora tali e ricoprenti quindi la condizione di sottomissione.

La votazione è in realtà un rinnovo contrattuale col quale lo Stato illegittimo, di natura privatistica e per giunta precluso De Jure, pone l’elettore, attraverso il proprio consenso esplicito ma inconsapevole, nella condizione di oppressione e sottomissione, privato quindi di qualsiasi diritto derivante dalla sua condizione di essere umano con diritti inalienabili sanciti dalla Legge naturale e dal Diritto internazionale, restringendolo di conseguenza nella gabbia del Diritto positivo (normative corporative) profondamente opprimenti e vincolanti.

Si tratta in fondo di un sottile inganno nei confronti del corpo animico, non dimentichiamoci infatti che il cubo dell’urna rappresenta il pianeta-divinità Sat-urno e la fratellanza nera elitaria ad esso annessa che, attraverso il gesto della votazione (voto: Impegno assunto solennemente verso la divinità di compiere una determinata azione, sia come contropartita di un beneficio ricevuto da essa sia, senza alcuna contropartita), trae l’uomo in inganno e lo sottomette ai propri voleri e bisogni. In antichità Saturno era chiamato “El” e se andiamo a verificare, “el” è proprio alla radice di tutte le parole che riguardano la procedura delle votazioni: el-ezioni; el-eggere; el-ettore; el-ettorato.

Quindi, al riguardo delle votazioni, la cosa più efficace per non alimentare il sistema è rimandare al proprietario (Comune) il certificato elettorale, spogliandosi della veste di cittadino schiavo e indossando i panni dell’essere umano.

 




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