Italiani, Italici, Italioti o Italidioti?




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Gli italiani sono il popolo del finto buonismo, fatto, per lo più, da coloro che, per sentirsi apposto con la coscienza, mandano un sms per aiuti umanitari, pur sapendo che non arriveranno mai a destinazione e lo fanno comodamente dalla poltrona davanti alla TV, così da poter dire “io la mia parte l’ho fatta”, e siccome giocare con la tastiera del cellulare piace, magari di sms ne mandano anche due. Sono anche quelli che vanno alla messa la domenica, per essere tranquilli tutta la settimana, pur non avendo mai incontrato Dio, perché Dio non si può incontrare per ovvie ragioni, così facendo possono apparire virtuosi agli occhi degli altri parrocchiani e poter affermare a testa alta di aver provveduto ai propri doveri cristiani, e per evitare di non essere visti arrivano presto, si vestono con colori sgargianti e si siedono nelle prime fila, così anche il prete può accorgersi della loro presenza e dove tutti coloro che risultano nelle fila indietro possono vedere quando, durante la questua, inseriscono nella borsa l’offerta, preventivamente mostrata in bella vista, ma accartocciata per non svelarne il reale valore. Le donne usano anche i profumi, così passano ancor più osservate. Prima dell’uscita, immancabilmente, per i più fedeli, non può mancare il commiato dal prete con tanto di stretta di mano, raccomandazioni e benedizione. Appena fuori della messa gli aspetta però l’incontro di calcio e se allo stadio non ci possono andare, perché c’è qualche cerimonia in famiglia, c’è sempre la tv da dove poter seguire la propria squadra del “cuore” e così, se la squadra perde, via con le bestemmie, dimenticandosi delle buone intenzioni della mattina. L’italiano è anche quello che si lamenta sul bus o sul treno se qualche indigente o extracomunitario non ha pagato il biglietto, perché piuttosto che ammettere di essere lui stesso uno schiavo legato al salario e alle relative tasse preferisce inveire contro coloro che invece agiscono a pieno titolo con quell’atteggiamento liberitario. Quindi, piuttosto che azionare il cervello e incominciare a comprendere di essere lui il fesso e non gli altri i furbi, preferisce continuare a non ammettere la verità perché scomoda. Stessa cosa dicasi per le tasse, accise, balzelli e doveri vari.

Poi ci si mettono le forze dell’ordine a rincarare la dose e a fare da sentinelle vigili dell’”ordine” costituito, ma da chi? Un ammasso di carne da macello idiota, selezionata e arruolata per incapacità a svolgere qualsiasi attività che non sia quella di eseguire ordini come perfetti burattini non pensanti. Sentire dire da un appartenente a quei ranghi di fare il proprio dovere perché si crede in ciò che si fa equivale ad affermare “l’esatto contrario: “io non sono consapevole di quello che faccio!”. Costoro sono i cani da guardia del sistema di schiavitù imposto, non a caso la loro formazione è detta addestramento, così come addestramento è utilizzata per l’appunto coi cani. E così come i cani sono fedeli al proprio padrone perché ottengono le crocchette periodicamente, le forze dell’ordine sono “fedeli” al proprio padrone per via dello stipendio “miserevole” che ricevono mensilmente e col quale possono sfamare, indegnamente, i propri bisogni e quelli della propria famiglia che inomincia a vederlo come personaggio ignobile, traditore dei valori etici basilari della famiglia e della società, vero e proprio nemico del popolo al soldo e ricattabilità dell’élite bancaria. Oggi chi indossa una divisa dovrebbe vergognarsi per la propria azione di sudditanza da cieco servitore dello Stato (in realtà azienda privata), nemico del popolo. Poi c’è la magistratura, per lo più composta da un’accozzaglia di personaggi inetti e frustrati che trovano soddisfazione e sfogano i loro istinti più repressi verso i malcapitati ignoranti che si trovano a tiro, col beneplacito dei sopra descritti, meri esecutori senza cervello. Entrambi mercenari allo stato puro. I pirati, a confronto, erano dei nobiluomini.

Infine ci sono i politici “pollitici”. Altra classe degenerata di inetti e nullafacenti, meri impiegatucci da strapazzo al servizio dei loro padroni bancari, falsamente rappresentanti il popolo ebete che ancora non comprende che non hanno alcuna valenza se non quella nei confronti di coloro che in tale limbo li hanno posizionati.

Cari individui, in un tempo dove la politica è preclusa e lo Stato, anch’esso pignorato, usa la forza verso i propri cittadini o ci si sveglia dalla condizione di schiavitù e si collabora, piuttosto che curare sempre il proprio orticello, o si finirà davvero male. Non manca molto tempo per vedere questo Paese ridotto a brandelli. Quando le Istituzioni falliscono nei loro doveri e non rispettano il mandato sono automaticamente delegittimate e il popolo deve provvedere a organizzarsi sotto ogni punto di vista, compresa l’autodifesa sia da forze esterne sia da quella interne, perché questa gentaglia ha velatamente, ma poi non tanto, dichiarato guerra al popolo. Il piano dell’élite mondiale avanza nell’indifferenza dei più che continuano a vegetare come zombie, perché è più comodo non sentire, non vedere e non parlare (le tre scimmie), sino a quando però non toccherà a ciascuno di loro, perché la ruota gira inesorabile, e allora sarà troppo tardi per porre rimedio. L’Italia, già colonia statunitense da decenni, diverrà presto, se non lo è già, un avamposto musulmano, perdendo ogni identità e valori, favorendo la realizzazione del piano globalista. Coloro che tentano di far aprire gli occhi alle genti sono chiamati spregiativamente “complottisti”, ma il complotto non è di colui che lo svela ma di colui che lo attua. Quando le genti si renderanno conto, sempre che ci riusciranno, sarà davvero troppo tardi. Le forze del disordine sono complici di questi crimini contro l’umanità, ma complici sono anche tutti coloro che per interessi o indifferenza si sono disinteressati. Il diritto alla sopravvivenza, alla difesa e soprattutto alla vita è sopra ogni legge, è anzi la legge stessa. Uscite dal letargo dell’ignoranza o per voi non ci sarà futuro né speranza.

 




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