Sfatare i luoghi comuni

Pensare che i giudici applicano la giustizia è una falsa convinzione. In realtà questi tenebrosi loschi attori vestiti del nero più lugubre, non fanno altro che curare gli interessi economici della corporazione per la quale lavorano, da perfetti schiavi, la “Italy Republic of” S.p.A.

Vi sarà capitato spesso di seguire dei servizi televisivi o radiofonici, o leggere articoli di stampa, dei media asserviti e pilotati, su vicende riguardanti le coltivazioni “abusive” di Canapa.

Ma analizziamo cosa significa abusivo. La canapa è innanzitutto un prodotto naturale, presente da millenni, usato da antichissime culture che ne conoscevano i principi attivi e i benefici sull’individuo o, addirittura, per lenire problemi di salute, anche di una certa rilevanza. Sicuramente non è un prodotto di sintesi, sfornato dalle cause farmaceutiche, un concentrato di chimica inquinante per il nostro corpo. Allora come si può davvero pensare di etichettare come abusiva una piantagione di canapa, per il solo fatto che non è assoggettata alle norme che il presunto Stato impone? In pratica, quindi, non si contesta il fatto che l’abuso sia nel piantare un’erba dalle molte caratteristiche positive, ma nel farlo in modo tale che non produca introiti per le casse dello Stato-azienda. Per cui non vi è da parte di quest’ultimo l’interesse affinché la popolazione usufruisca di una sostanza benefica presente in natura, gratuitamente, ma che le genti facciano sempre più diffusamente uso di sostanze di sintesi, atte ad aggravare e non alleggerire le condizioni di salute, ingrassando sempre di più le casse delle case farmaceutiche che, in un modo o nell’altro, hanno immensi poteri di controllo e condizionamento sulle marionette politiche e di controllo di questi Stati-aziende.

Insomma, in un modo o nell’altro, l’Italia S.p.A. deve sempre e comunque battere cassa. In un’aula di tribunale, quindi, non aspettatevi giustizia, a seguito della manifestazione delle vostre ragionevoli motivazioni, ma condanna per i mancati introiti derivanti dalla trattazione della Canapa, nel caso in cui non vi siate premuniti di autorizzazioni varie. Ecco quindi che i giudici si rivelano per ciò che sono davvero, meri esecutori amministrativi e contabili dell’azienda Italia.

Forse è giunta l’ora che la popolazione riprenda la propria sovranità e cominci a rendersi conto a quanti condizionamenti, false credenze e luoghi comuni è stata assoggettata.

Buon risveglio!

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