Piano Kalergi a pieno regime

I dati sotto elencati provengono dalla Fondazione ISMU su dati UNHCR e sono aggiornati al Gennaio 2017. Nel 2016 l’Italia ha subìto oltre 181mila clandestini via mare, 154mila nel 2015, e 170mila nel 2014. Nel 2016, rispetto all’anno precedente gli sbarchi nel nostro Paese sono aumentati del 18%, con punte di arrivi giornalieri molto consistenti, il mese di ottobre del 2016 ha registrato il numero più elevato di sbarchi dall’inizio dell’anno di oltre 27mila arrivi. Degli oltre 361mila migranti giunti via mare in Europa la metà è approdata sulle coste italiane, il 48% degli sbarchi è avvenuto in Grecia con 174mila arrivi, mentre sono stati 8.826 i migranti sbarcati in Spagna.

Al 31 dicembre 2016 risultavano presenti oltre 176mila migranti. In particolare il 77,7% dei migranti è ospitato in strutture di accoglienza temporanee, il 13,5 % nei centri del sistema SPRAR e il restante 8,8% negli hotspot e centri di prima accoglienza nelle regioni di sbarco (Dati Ministero dell’Interno). Migranti presenti nelle strutture di accoglienza in Italia. I dati disponibili al 30 dicembre 2016 indicano che complessivamente dall’Italia sono stati ricollocati in altri Paesi Europei 2.654 richiedenti asilo (su un totale di 39.600 previsti entro il 2017).

Nel 2016 si sono avuti in Italia oltre 25mila sbarchi di minori non accompagnati (il 14% di tutti gli arrivi via mare, l’8% nel 2015 e il 7,7% nel 2014), più che doppio rispetto al 2015 (12.360):

Nei primi dieci mesi del 2016 sono state presentate in Italia oltre 98mila domande di asilo, il numero più altro registrato negli anni. Nell’85% dei casi le domande sono presentate da uomini; 4.168 le richieste fatte da minori stranieri non accompagnati. Circa un terzo dei richiedenti proviene da due Paesi: Nigeria (oltre 20mila domande in dieci mesi) e Pakistan. Nello stesso periodo le Commissioni Territoriali hanno esaminato 76mila domande, e per ben il 62,5% dei casi l’esito è stato negativo (nel 2015 la percentuale di dinieghi è stata del 39%). Nel corso del 2015 le richieste in Italia sono state 84mila, un terzo in più rispetto all’anno precedente. I profughi richiedenti asilo sono soprattutto siriani, afghani e iracheni.

Naturalmente oramai conosciamo che si tratta di una tratta di neri, per lo più, agevolati o anche costretti ad abbandonare i propri Paesi d’origine con promesse varie. Recentemente abbiamo avuto anche modo di visionare, in rete, documentazione inconfutabile di come le imbarcazioni italiane si rechino sulle coste libiche per prelevare i cosiddetti profughi, o meglio clandestini. Sappiamo anche che molti di loro sono bollati come pregiudicati nel proprio Paese, soprattutto quelli di nazionalità Nigeriana. Il giro d’affari dietro le cooperative italiane che gestiscono l’ospitalità è impressionante.

Ma quello che vorremmo sottolineare è ciò che rappresenta il grafico sottostante, dove è possibile notare quale sia il quantitativo complessivo delle persone povere nel mondo, considerando tali quelle con una soglia inferiore ai due dollari giornalieri. Come è possibile evincere, solo in Africa ci sono 650 milioni di individui con queste caratteristiche. La popolazione italiana complessiva ammonta a solo 60 milioni di individui. Considerando che la povertà è in crescita, anche il numero dei poveri aumenterà, sia in Africa sia in Italia, aumentando potenzialmente il numero di emigranti africani. Ciò comporterà di conseguenza un aumento totale del numero di poveri sul territorio italiano. Ora ci chiediamo, ammesso e non concesso che non tutti i migranti permarranno in Italia, quali numeri saremo ancora costretti ad “ospitare” e per quanto tempo ancora potremo reggere questa situazione indecente?

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In ultimo, vogliamo continuare a far finta di nulla, ignorando anche il crescente numero di reati di cui sono autori gli extracomunitari, o vogliamo cominciare ad intervenire, indipendentemente dalle autorità oramai delegittimate de jure e de facto e totalmente inermi? A ciascuno le proprie responsabilità!

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