(37) Cap. IX – Il Tribunale popolare

 

Il 17 gennaio 2015, in Oristano (SRD), è stato fondato il primo Tribunale Popolare in territorio italico, per la precisione in terra sarda. Dell’istituto è stata portata a conoscenza, tra gli altri, anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite, non perché riconosciuta quale autorità internazionale, in virtù delle preclusioni attuate dall’azione OPPT, ma semplicemente è stato dato pubblico avviso a coloro che, impiegati presso tale organizzazione, sono nelle condizioni di divulgare adeguatamente la notizia e prenderne atto di conseguenza. La convinzione che è necessario essere riconosciuti da un ente internazionale è solo pura immaginazione concettuale derivata da indottrinamento forzoso e fuorviante. È un po’  come dire che se gli altri non ti riconoscono tu non esisti, prova a rifletterci per un attimo e ti renderai conto che ciò è pura verità. La notifica serve esclusivamente per una questione di correttezza “io t’informo di quali sono le mie volontà, ora lo sai e non puoi giustificarti dicendo non sapevo”. È lo stesso principio del silenzio assenso che usa il sistema. Inoltre, vale il detto “chi tace acconsente!” .

Il Tribunale Popolare è stato fondato da dodici individui che avevano in precedenza dichiarato la propria sovranità, dandone comunicazione alle ex istituzioni, quindi pubblico avviso, e dieci testimoni. L’Istituto si basa sulla Legge Naturale e, in seconda istanza, sulla Legge Comune, essendo quest’ultima subordinata. L’esigenza è nata per ristabilire la sovranità del Popolo, in considerazione del fatto che tutte le strutture del diritto positivo sono pignorate, oltre che, come ormai dovrebbe risultare chiaro, illegittime e di natura fraudolenta.

Un tribunale del Popolo è sopraelevato a qualsiasi altro tribunale, sia nazionale sia internazionale, che opera sotto la giurisdizione del diritto positivo. L’istituto è supportato dalla Guardia Popolare con compiti di garanzia di applicazione della Legge e delle sentenze della Corte.

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I livelli del Diritto (nel primo ordine di Legge è posizionato il Tribunale popolare)

Le cosiddette leggi (normative) statali sono fondamentalmente dei contratti, ne esistono migliaia in ogni Stato. Chi non reclama mai la proprietà di sé, pone i governi a supporne il possesso, inteso non come proprietà ma come un interesse garantito (garanzia), ne è stata concessa loro la gestione. Le norme sono scritte dall’Uomo e questo le può modificare o abrogare e, trattandosi di proposte contrattuali, per essere valide devono essere accettate. Senza accettazione non hanno valore.

Il Tribunale Popolare, in quanto sottoposto alla Legge Naturale, non ha limiti territoriali. È nato per rispondere alla sempre più diffusa richiesta di Giustizia Naturale e autentica. Appartiene al popolo e da questo è gestito, non è controllato da qualsiasi nazione, stato, società, o “interessi particolari”. Il T.P. si pone come custode e protettore per gli individui, i loro beni, e per il pianeta, e vi invitiamo a parteciparvi attivamente. Il T.P. non si basa sulle fonti giuridiche ma esclusivamente sulle Leggi Divine, Naturali, e sull’esperienza degli individui onesti. Ci si potrà rivolgere a questo Istituto per qualsiasi necessità, sia per diatribe civili sia, e soprattutto, dopo aver subito ingiustizie da parte della preclusa Pubblica Amministrazione, avendo la certezza di ricevere una vera giustizia. La conoscenza e la distinzione tra ciò che è giusto o sbagliato è insita in ciascun individuo, che non necessita di anni di studio per distinguere un’azione comportamentale errata o dannosa e quale debba essere il rimedio più appropriato a seconda della gravità del danno provocato.

Il Diritto non è, e non dev’essere, prerogativa dei magistrati togati “la consuetudine del popolo fa legge”. Il diritto di costituire un Tribunale Popolare si esige perché la giustizia ordinaria non è più garantita, e mai è stata! Es.: Non necessitano decine di udienze della Suprema Corte per dichiarare che la casa è un diritto, a 30 mila euro di stipendio mensile. Un bambino di 14 anni asserirebbe lo stesso, gratis, e all’istante.

Ricordiamoci che il Popolo è Sovrano, non perché c’è scritto sulla Costituzione, semmai su questa è stato scritto, a suo tempo, perché è un dato di fatto, una constatazione innegabile!

A differenza dei giudici togati, i giudici popolari non sono retribuiti. Il Diritto può e deve essere espresso e applicato soprattutto dal Popolo che deve rimpadronirsi della propria sovranità, in quanto creatore delle forme di pensiero e di tutto ciò che da queste ne deriva. Il Diritto infatti deriva dalla riflessione e questa può essere modificabile.

Il sito ufficiale del Tribunale e della Guardia Popolare è: http://www.cortesovrana.it

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Tribunale popolare        Guardia popolare

I diritti non si chiedono, si esercitano, altrimenti si parlerebbe di privilegi!

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2 pensieri su “(37) Cap. IX – Il Tribunale popolare

    • I simboli sono solo simboli o valore energetico. Diventano massonici quando a utilizzarli è la massoneria. Dipende quindi da chi li usa e per quale scopo. Una zappa è solo una zappa, la puoi usare per arare la terra e coglierne i frutti o batterla in testa a un uomo e spaccargliela, ma rimane pur sempre una zappa. Sta a chi l’ha in mano farne buon uso.

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