Oggi sposi!

Da molto tempo oramai, per consuetudine, si attuano delle procedure per il solo fatto che si è spinti dalle pressioni della società o per evitare giudizi altrui, senza capire quali risvolti siano celati, ma neanche più di tanto, dietro determinate pratiche. Ci riferiamo ai sacra-menti o menzogne sul sacro. Ogni qual volta ci si sottopone, volontariamente, ad un sacramento, si sta commettendo consensualmente un crimine su se stessi e si diviene contestualmente complici di rituali satanici. Per esempio, quando si battezza un bambino si cede la volontà dell’anima del fanciullo alla Chiesa cattolica e la sua proprietà (Ius Sanguinis) passa dai genitori all’istituzione. Altro esempio: quando ci si sposa non si stabilisce un legame tra due individui di sesso opposto, cosa per il quale sarebbe sufficiente un accordo tra gli interessati, ma si sottoscrive un contratto con un terzo incomodo, la Chiesa per l’appunto. Con questo procedimento si acconsente, cosa ancor più grave, di assoggettarsi al volere dell’Istituzione che, in caso di separazione o divorzio, regola il comportamento di entrambi i coniugi (coniuge deriva da giogo dei buoi atti a lavorare la terra “del padrone”), imponendone le azioni da perpetrarsi, perché così stabilito dai diretti interessati che, all’atto del matrimonio, hanno ceduto la prerogativa dell’autodeterminazione a terzi, ovvero ai rappresentanti del culto. Idem dicasi per i Tribunali che rappresentano l’inquisizione di Santa Romana Chiesa. È facile comprendere quali interessi siano in gioco nel momento in cui avviene una rottura del contratto. Se l’unione è solo di fatto, i due interessati possono liberamente e semplicemente accordarsi sulla risoluzione dell’accordo, ma se vi è il terzo incomodo, al qual è stato ceduto il potere decisionale, allora sono dolori. Inizia qui il calvario tra avvocati, giudici, carte, udienze, tempo sprecato per anni. Accade praticamente che vi succhiano tutte le energie vitali. Ma la cosa bella è, nonostante ci si lamenti di tutto ciò, che il consenso è stato dato deliberatamente, senza alcuna costrizione, proprio dai diretti interessati, al momento dell’accettandone del cosiddetto sacramento (contratto). Analizzandone a fondo i termini, comprendiamo sempre più a fondo che la Chiesa cattolica e i Tribunali sono la stessa cosa, coi loro rappresentanti “ordinari” (prete – giudice), le loro “udienze” (udienza innanzi al vescovo – udienza innanzi al magistrato), i loro “riti” o rituali occulti (rito ecclesiastico – rito giuridico). Così è per tutti i sacramenti, sino addirittura all’estrema unzione, dove si viene tumulati nell’urna (in onore a Saturno o Seth-Satana), dai maghi vestiti di nero, predatori dell’oscurità (giudici, preti e gendarmi). Smettere di alimentarli attraverso i sacramenti significa togliere loro l’alimento del quale si nutrono da secoli, se non millenni, la nostra energia animica, cibo prelibato per gli arconti, attraverso il nome (funzione-finzione giuridica) legale.

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