(26) “segue” Cap. V – Il Sistema

Questo capitolo si prefigge un approfondimento sull’attuale Sistema, tramite l’esame di molte azioni che lo stesso è stato in grado di attuare nei secoli. Questo libro non è stato concepito per essere un manuale operativo, al fine di fornire gli strumenti per districarsi attraverso le fitte maglie della rete del sistema “che fu”. Per tale scopo sarebbe necessario un ulteriore testo, appositamente elaborato allo scopo. Per ulteriori informazioni circa le procedure di tutela da attuarsi nei confronti del precluso sistema morente, si rimanda alle sedi dei CVAC (quando attive) e del Tribunale Popolare. Sono citati solo alcuni strumenti burocratici, facilmente reperibili in rete, per permettere, a coloro che fossero interessati, di approfondire autonomamente l’argomento, intraprendendo la condizione di sovranità e districandosi nel labirinto della “Matrix”. Questi strumenti sono: Dichiarazione di Sovranità; Notifica di Rigetto; Notifica di Accettazione Condizionata, Notifica di Cortesia. È bene sapere, e tenere sempre a mente, che qualsiasi atto riceviate, che si tratti di una multa o di una notifica giudiziaria o altro, non fa alcuna differenza, riguarda sempre la sfera commerciale, perché sotto la giurisdizione del Diritto dell’Ammiragliato o Legge del Mare quindi, tutto ruota intorno al commercio. Proprio per questo motivo è sempre richiesta la firma dell’interessato per poter procedere, occorre il suo consenso! Senza la firma (consenso) non possono procedere. È bene chiarire che ignorare le comunicazioni non è una buona soluzione, perché il loro sistema considera il silenzio come assenso. È invece bene rispondere sempre con gli strumenti adeguati, alcuni dei quali sopra accennati. La cosa migliore è non firmare mai alcun atto, o per meglio dire proposta di contratto, se proprio si è costretti è preferibile farlo usando esclusivamente lettere minuscole, comprese le iniziali, chiudendo l’autografo in un rettangolo a protezione del nome (se ne vieta di conseguenza l’uso improprio), anteponendo all’autografo, ma sempre all’interno del rettangolo, le lettere V.C. (Via Coact = in modo forzato).

Analizziamo ora alcuni argomenti delicati quanto inverosimili, e per questo quasi incredibili. Iniziamo col già tanto sviscerato Vaticano, perché a capo dell’intero “Sistema”, così da fornire ulteriori spunti per quanti ancora dubitano sulle reali nefaste responsabilità di tale struttura sul destino dell’intera Umanità. Papa Leone X, sul trono di Pietro dal 1513 al 1521 d.C. (che morì improvvisamente senza motivi apparenti), in una lettera diretta al Cardinale Bembo, affermò:

“Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula”, in italiano “Si sa da tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di Gesù Cristo” (CASCIOLI L. – “La favola di Cristo” e Archivi vaticani – Corr. Leone X – vol. 3° – volume cartonato grigio con cordame di collatura – scaffale 41 – 2° piano inf.)

Come riferito dall’ambasciatore spagnolo Mendoza, peggio di Leone X si comportò Paolo III, reggente dal 1534 al 1549 d.C., in maniera inequivocabile:

“Spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazione e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra. Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratustra offrivano al loro dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all’astro della luce. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d’Iside, che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo per cui Mitra e Gesù erano lo stesso dio. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo, e che, per lui, la sua convinzione era che non era mai esistito” (CASCIOLI L. – La favola di Cristo)

image002.jpg

Croce Celtica (S. Lorenzo di Treia)

256px-Zodiaco_Chino

Zodiaco

Credo che oramai, il lettore, se proprio completamente a digiuno sull’argomento esoterico a riguardo della Chiesa (Chi-è-sa, chi è Sovrano conosce la Verità), incominci quanto meno a nutrire qualche dubbio su tale Istituzione. In realtà, nonostante quello che ha sempre predicato, ciò che ha sempre adorato è il Sole, tutti i pianeti del relativo Sistema e anche quelli oltre. Nelle immagini sopra è possibile verificare l’associazione tra la croce celtica, presso una chiesa in una località della provincia di Macerata (Marche), e la croce dello Zodiaco che, per l’appunto, rappresenta. Che la Chiesa adori il Dio Sole è dimostrabile anche dal più grande tempio che la stessa abbia mai costruito in suo onore, l’attuale sede ossia, S. Pietro in Vaticano. Come è possibile notare nell’immagine sotto, i riferimenti al Sole sono mostrati dalla statua al centro sul tetto (con sullo sfondo la cupola) che sorregge la croce dello zodiaco e le altre dodici statue (notasi anche dodici colonne in facciata), sei per lato, a rappresentare i dodici mesi dell’anno “Domini” (da Dominio o Dominazione sull’Umanità, successivo all’anno “Mundi” e contrapposto al più naturale e antico periodo lunare). L’attuale “Calendario”, il cui termine deriva dalle “calende”, ossia i balzelli che i cittadini erano tenuti a versare alle autorità pontificie, sebbene diffuso nei Paesi occidentali e utilizzato dalle organizzazioni sovranazionali quali l’ONU, non è il più diffuso al mondo, in assoluto. Gesù Cristo che nasce e poi muore sulla croce è la metafora del sole che sorge il 25 dicembre (il primo giorno in cui riprende la sua salita sull’orizzonte) tramonta sulla croce dello Zodiaco e poi re-su-scita (uscita in alto del Re) a Pass-qua (Passa di qua, in inglese “pass” = passaggio) o re-su-re-zione = (azione di nuova salita del Re) la 1^ domenica dopo la prima luna piena dopo dall’equinozio di primavera. Il 21 marzo è il vero capodanno, l’inizio di un nuovo ciclo solare.

Un altro simbolo importante è rappresentato dalla “chiave” simbolica di accesso all’occulto (conoscenza = potere) che, presente in moltissime chiese, ha la sua espressione massima nella forma che assume l’intera area circostante la basilica stessa, come è possibile evincere dall’immagine sottostante. La chiave è storicamente riferita a S. Pietro, quest’ultimo non è altro che la raffigurazione di Giove-Jupiter-Pietro.

Basilica_di_San_Pietro_in_Vaticano_September_2015-1a

San Pietro in Vaticano (vista aerea)

Il grande piazzale antistante la basilica non è altro che un grande calendario solare, con al centro l’obelisco in funzione di meridiana. Nelle immagini seguenti è possibile vedere, sulla sinistra, il culto della Chiesa per il Dio Sole nell’elevazione dell’Ostia che rappresenta il Corpo di Cristo o Energia Divina, in pratica la luce, sulla destra invece il segno del Dio Cornuto o Demonio per i Satanisti.

1a.htm

Papa Francesco I

 

a2

Papa Benedetto XVI

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...