(23) “segue” Il Trust

L’Essere Umano, in quanto entità fisica, materializzata, non ha nessuna attinenza con la Persona Giuridica (finzione giuridica), sono due cose distinte! Nessun sistema informatico consentirà la digitazione del nome e cognome minuscoli, ma accetterà l’inserimento esclusivamente a caratteri interamente maiuscoli. Il significato è legato alla creazione, alla nascita, del collaterale, quando è emesso un Titolo Obbligazionario, identificato dal Codice I.S.I.N. Il valore di tale Titolo è variabile e dipende dalle caratteristiche riscontrate all’atto della nascita e nelle prime ore di vita (Reattività alla Vita). Dipendono, ad esempio, dalle condizioni generali della gravidanza, dalla presenza o meno di complicazioni, dallo stato complessivo di salute del neonato, ecc. Il Neonato è infatti sottoposto a dei test fisici, al fine di verificare le sue condizioni. Queste dati non compaiono nei Certificati a disposizione del Pubblico, ma esclusivamente trasferiti alle Istituzioni Governative, dove saranno valutati e, in base a tali stime, sarà stabilito il valore iniziale del Titolo Obbligazionario. È curioso notare che sul Certificato di Nascita il Padre risulta quale Dichiarante e la Madre Puerpera. Non si accenna mai al termine Genitore/i.

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Atto di Nascita – Parte I – Serie A

Il valore medio iniziale dei Titoli è di circa 2 milioni di dollari, che tende ad aumentare in base alle competenze acquisite dall’individuo nel corso della propria esistenza in vita, e sino all’età pensionistica. L’introduzione dell’obbligo di registrazione delle nascite, subentra, guarda caso, proprio negli anni ’30, in coincidenza con la nascita della B.I.S. e alla partecipazione dell’Italia a questo Istituto, a seguito di accettazione del Securities Act del 1933. Dobbiamo innanzitutto tenere presente che il Certificato di Nascita è un Titolo di Stato, simile a quello Pensionistico quindi, con la creazione della Persona Giuridica, l’Essere Umano in carne e ossa, diviene il Bene in Garanzia. Il rispettivo Titolo Obbligazionario emesso su ciascun individuo, funziona come garanzia per l’ottenimento di Prestiti da parte degli Stati perché, ne garantisce la restituzione attraverso la propria forza lavoro e produttività. Il valore del Titolo Obbligazionario, dovrebbe, in realtà, coprire tutte le spese individuali del corso della propria vita quali, per esempio, l’acquisto di una casa, di un veicolo, dell’istruzione, della sanità, ecc. L’acquisto della propria abitazione quindi, come anche ogni altro presunto tributo, è già garantito e coperto dall’ammontare del Titolo. Questo è proprio ciò che, a vostra insaputa, accade, ma a voi è concesso un nuovo mutuo e sono imposte le tasse per farvi pagare una seconda volta ciò che è già abbondantemente pagato, come, peraltro, già ampiamente spiegato nelle dichiarazioni del Giudice Von Reitz, precedentemente riportate. Per lo stesso motivo è possibile iniziare le opere pubbliche. Pensate, per esempio, alla costruzione di un’autostrada, dove il pedaggio potrà essere incassato solo dopo la sua completa realizzazione. Come potrebbero acquistare i  materiali e pagare gli operai, se gli automobilisti ancora non transitano e di conseguenza non pagano il biglietto? Proprio in virtù del valore dei Titoli Obbligazionari! Ora vi sarà chiaro come l’intera Umanità è stata condizionata, truffata e sapientemente ingannata. Il motivo, per cui, nonostante il valore del Titolo Obbligazionario ci appartenga, non possiamo usufruirne, è strettamente legato al Trust, analizziamone i dettagli. In questo specifico caso i ruoli del Trust dovrebbero essere così strutturati: Esecutore, lo Stato; Amministratore, le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, le Banche, ecc.; il Beneficiario, gli Esseri Umani in carne e ossa. In realtà, a causa delle varie Bolle Papali, Canoni, Diluvio Universale, ecc. (Trust “Cestui Que Vie”), siamo considerati Dispersi in Mare (Diritto Marittimo o Legge dell’Ammiragliato). Analizziamo qual è la loro strategia che utilizzano per incastrarci in questa gabbia invisibile ma onnipresente, frutto di elucubrazioni mentali da “Maghi Neri”. Prima di venire al mondo risultiamo essere immersi nel liquido amniotico (acqua), quindi già considerati Dispersi in Mare. Al momento della nascita “approdiamo” sulla Terra Ferma quindi non dovremmo più essere nella condizione di Dispersi in Mare. Questo è vero solo in parte, perché, secondo i loro principi, per cancellare lo “Status” di Dispersi, dovremmo presentarci davanti alle “Autorità” Istituzionali e dichiarare la nostra condizione di Esseri Umani saldamente sulla Terra Ferma, nonché Esseri Umani diretti discendenti di Dio. Per fare questo, secondo quanto previsto dal Diritto Marittimo (dal quale dipendiamo per via della nostra presunta condizione di Dispersi in Mare), abbiamo sette anni di tempo alla nascita. Al compimento del 7° anno di età, sempre secondo le norme del Diritto Marittimo, lo Stato avvia le pratiche per la cosiddetta “Morte Presunta” e siamo considerati morti, perché non abbiamo mai confutato la loro rivendicazione, di condizione di Dispersi in Mare. A questo punto, sempre secondo le stesse normative, ci sono concessi ancora tre anni di tempo per rivendicare la nostra nuova condizione o “Status”. Se ciò non accade, lo Stato avvia le pratiche per la cosiddetta “Morte Certa”. Al compimento del decimo anno di età, la persona è praticamente considerata morta. Ma di quale persona si tratta? Della persona giuridica naturalmente, e non potrebbe essere altrimenti, considerato che l’Essere Umano può essere in vita ben oltre tale periodo. L’espediente sta proprio in questo. Ciò comporta delle ripercussioni sul Titolo Obbligazionario, perché, essendo morta la Persona Giuridica, non c’è più il legame con l’Individuo in carne e ossa e in vita. Di conseguenza, il valore di quel Titolo rimane esclusivamente nelle mani dello Stato che, di conseguenza, lo può investire a scopo di lucro. I Titoli Obbligazionari sono subordinati a scadenza, rinnovabile nel tempo, pertanto, se, alla loro scadenza, i corrispettivi Individui sono ancora in vita, possono essere reinvestiti, in caso contrario, ritirati dalla circolazione. In realtà, in questo secondo caso, non sono ritirati ma sono raggruppati in lotti e commercializzati nel settore finanziario internazionale. Così facendo lo Stato ci guadagna due volte. Inizialmente, incassando il valore dei titoli (mai reclamati per ignoranza), successivamente, intascando pagamenti, tasse, balzelli vari e, in ultimo, ma non meno importante, il vostro lavoro e la vostra produttività, tramite il sudore della vostra fronte di una vita intera dedicata, inconsapevolmente, a tenere in piedi l’intero sistema perverso. Secondo quanto asserito sino ad ora, è evidente che, la relazione tra Essere Umano, Persona Giuridica e Titolo Obbligazionario, è gestita, fraudolentemente, in base alla loro discrezionalità, e che il suddetto legame, esistente o meno, è considerato e amministrato, esclusivamente, per loro vantaggio. Una truffa dalle dimensioni gigantesche! Nello specifico i ruoli del Trust sono così suddivisi: Esecutore, lo Stato; Amministratore, le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, le Banche, ecc.; Beneficiario, ancora lo Stato. Ma l’Essere Umano, in tutto questo, dove risulta essere? Disperso in Mare! Questa condizione diviene particolarmente spiacevole quando si ha a che fare con le Forze dell’Ordine, o peggio coi Tribunali. Quando si è, fisicamente, al cospetto di un presunto giudice (trattasi in realtà di un esecutore amministrativo, senza giurisdizione se non col consenso di entrambe le parti contendenti, tanto meno sull’Essere Umano in carne e ossa) siamo contemporaneamente sia Persona Giuridica, di proprietà dello Stato, sia Individuo in vita, di proprietà dello stesso Essere che lo incarna. A questo punto è necessaria una puntualizzazione sul fatto che il 99% del Diritto è basato sulla supposizione. Si presuppone che qualcosa sia vero se nessuno lo contesta, perché il Sistema si basa ancora sulla Confessione, esattamente come ai tempi dell’Inquisizione Cattolica. Praticamente, per poter procedere, il Sistema ha bisogno che l’individuo accusi se stesso, che “confessi” le sue colpe, quindi, si basa sul Consenso e sul Libero Arbitrio. Il “Cestui Que Trust”, nelle aule dei Tribunali, si attua attraverso il Sacramento della Penitenza-Confessione dove, si risulta essere, contemporaneamente, Accusatore, Accusato e Testimone. Questo accadeva ai tempi dell’Inquisizione e, sotto altra veste, continua anche ai nostri tempi. Un particolare, da tenere in considerazione, riguarda la figura del Sacerdote (Giudice) in rapporto all’Assoluzione, ossia che, questa debba avvenire per mezzo di una figura che, avendo Preso i Voti, è dotato della Giurisdizione appropriata, ed essendo incaricato del Caso, ha potere di Perdono. Il Sacramento della Confessione, istituito dalla Chiesa Cattolica, si rispecchia, all’interno di un Tribunale, attraverso molti dettagli. Analizziamo alcuni elementi in relazione alle figure ecclesiastiche: Tribunale-Corte (Court): trova correlazione nell’Oratorio, ossia, il luogo in cui si discute su un caso, è la Chiesa in cui è officiato il Rito della Confessione; Cancelliere (Clerk): corrisponde al Chierico (Cancelliere: nel 1258 “XIII sec.” era il vescovo e confessore del Re, che con la sua cultura e il suo potere aveva le prerogative e gli strumenti per farsi obbedire e per riferire al Papa); Giudice (Judge): Corrisponde all’Ordinario-Sacerdote; Notaio (Notary): corrisponde allo Scrivano, colui che produce i Mandati (i Riti), colui che lancia una Maledizione sugli Individui, per citarli in Giudizio; Mandato (scritto Writ): Writ deriva dal latino. Non essendo presente la W nell’alfabeto latino del tempo, bisogna leggere questa parola con Rit (Rite), ossia, Rito, Rito Religioso; Udienza-Caso: corrisponde alla Confessione del Peccato; Sentenza: corrisponde alla Penitenza (assoluzione o condanna). Da osservare anche l’abbigliamento, la Toga Nera, rigorosamente come i Sacerdoti. A questo punto, analizziamo lo svolgimento di un processo. Innanzitutto, trattandosi di un Cestui Que Trust (Cestui que, scritto anche Cestuy que, è un’abbreviazione di “Cestui a que use le feoffment fuit fait”, letteralmente: “La persona per la quale l’infeudamento è stato creato”), i ruoli sono così ripartiti: Esecutore: è il Cancelliere; Amministratore: è il Giudice; Beneficiario: è l’Imputato. Questi, sono i ruoli rappresentati dal teatrino da loro orchestrato. È fondamentale ricordarsi sempre che ad essere chiamato in giudizio, non è l’Essere Umano in carne e ossa ma, la Persona Giuridica ossia, il NOME e COGNOME a caratteri maiuscoli riferiti al relativo Trust. Difatti, l’atto di identificarsi deriva dal Latino: idem-fieri = immedesimarsi in un’altra cosa, che deriva a sua volta da identi-co e ficare (facere o fare). Dall’enciclopedia Treccani si può inoltre constatare: Identificare = (b.) “riflessivo”. Considerarsi uguale o tutt’uno con un’altra persona; immedesimarsi, soprattutto nella finzione scenica: attore che riesce veramente a identificarsi col (o nel) personaggio interpretato. Da tenere sempre ben a mente che l’Accusatore, il Cancelliere e il Giudice, lavorano affinché il Cestui Que Trust si realizzi. È fondamentale ribadire, ancora una volta, che presentarsi con un Avvocato Difensore, significa dichiarare la propria incompetenza e accordare la giurisdizione altrui su di sé, nonché cedere la proprietà dell’Essere Umano allo Stato. Il che equivale alla condizione di Dispersi in Mare quindi bisognevoli di curatela sui propri beni, nello specifico Diritti. Inconsapevolmente si accetta, secondo il loro Silenzio-Assenso, il contratto. Il motivo per cui si viene convocati in Tribunale, per il procedimento, lo si evince dal Canone secondo il quale “Ogni controversia deve necessariamente trovare soluzione-rimedio”. L’obiettivo della Corte è quello di arrivare alla creazione di un Constructive Trust (Affidamento Costruttivo), in base al fatto che, si presume che gli Individui sono già “schiavi” del Sistema, in relazione del proprio NOME E COGNOME, legato al proprio Certificato di Nascita. A tal proposito, è bene sapere che anche l’Art. 24 della Costituzione stessa sancisce il diritto di autodifesa, recitando testualmente: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”; “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”. Inoltre, l’Art. 6, Par. 3/C della C.E.D.U. (Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo) recita: “In particolare, ogni accusato ha diritto di difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia”.

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