La danza della sovranità

Da una chiacchierata con un conoscente è emersa una recente frase di un avvocato che si è espresso nei confronti dei sovranisti nel seguente modo: “sono solo degli idealisti!”. Tal pronuncia è pervenuta da un losco figuro di avvalorata appartenenza massonica, che si preoccupava, più che altro, di convincere l’interlocutore sulla infondatezza delle argomentazioni supportate dai sovranisti, onde evitare di perdere un potenziale cliente e relativo introito economico. Risulta chiaro che tale espressione non è comprovata da dati oggettivi, piuttosto la realtà è che più passa il tempo e più cresce il numero di individui che hanno compreso la grande frode del nome legale e il fatto che avvocati e giudici sono delle figure illegittime e prive di giurisdizione, quindi ricusabili in ogni circostanza. Questo comporta appunto una perdita economica non indifferente nei confronti degli uni e degli altri. Peccato per l’avvocato che i dati oggettivi dimostrano, in maniera inconfutabile, proprio l’esatto contrario di ciò che ha asserito. Ora, è indubbio che la percentuale di individui risvegliati dal letargo è ancora ininfluente rispetto alla massa dormiente, ma cresce continuamente ed esponenzialmente e non ci vorrà ancora molto che divenga un numero determinante per il crollo della Matrix, gestita principalmente dalle religioni di cui i Tribunali sono parte integrante, in quanto inquisizione cattolica apostolica romana mai tramontata ma solo trasformata, coi suoi riti o rituali occulti di schiavizzazione dell’anima. Discutendo col conoscente è emerso un esempio calzante a pennello che rende l’idea dell’attuale situazione sovranista. Ricordate quando, un tempo, nelle discoteche, all’inizio della serata, con ancora pochi presenti, la pista era vuota e nessuno osava aprire le danze? Improvvisamente c’era sempre un primo impavido ballerino che, seppur visto come lo strano della situazione, apriva le danze, per poi, timidamente, essere seguito da altri, sempre più numerosi, quelli stessi che un attimo prima avevano avuto da ridire sull’impavido danzatore. Così, in breve, tutta la sala si ritrovava a ballare, senza più badare al nostro eroe. Bene questo esempio calza a pennello con la situazione sovranista. Noi siamo gli apripista della sovranità.

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