(7) “segue” Il Denaro

Ora, considerato quanto sopra enunciato, e in vista degli imminenti folli progetti finanziari elitari, sarebbe opportuno riconsiderare quanto attuato dal Prof. Auriti e valutare, urgentemente, la reintroduzione di una moneta “complementare” nei modi e tempi ritenuti più idonei rispetto all’attuale situazione economico-sociale. Tale provvedimento, in concerto col corretto sfruttamento delle risorse naturali e successiva trasformazione comporterebbe una immediata ripresa economica, la rapida scomparsa della disoccupazione e la sottrazione dalla condizione di schiavitù indotta. C’è da evidenziare che esistono già delle tipiche valute complementari nel nostro Paese, quali ad esempio le schede telefoniche e i buoni pasto. Ma esistono anche, soprattutto all’estero, numerose realtà territoriali che sfruttano vere e proprie monete/valute complementari per semplice convenzione. Ma c’è di più, nel Nord-Ovest europeo, a causa dell’insorgere di sempre più numerose comunità adottanti tali tipi di strumenti di scambio, si è reso necessario istituire un partenariato transnazionale che contribuisce a preparare il terreno per le innovazioni cross currency-settoriali progettate per il bene comune, la cui sigla è CCIA¹ (Community Curriences In Action o Valute Comunitarie In Azione). Tale struttura, oltre a coordinare le varie realtà territoriali, fornisce un pacchetto di strutture di supporto per lo sviluppo di iniziative analoghe, promuovendo monete comunitarie come veicolo credibile per il raggiungimento dei risultati economici, sociali, ambientali e locali positivi. Prima di partecipare ad un circuito valutario complementare è auspicabile accertarsi sulle fondamenta strutturali del sistema, perché ci sono in circolazione anche valute a debito, alla pari dell’euro, che, una volta raggiunto l’apice della loro diffusione, si troveranno ad essere, né più né meno, problematiche quanto l’attuale valuta corrente.

Il 03 luglio 2016, in Sardegna, nella cittadina di Porto Torres, è stata fondata la prima Banca Mondiale Sovrana, che si prefigge l’utilizzo di una moneta internazionale autonoma, di vari tagli, denominata DIN, acronimo di denaro in lingua logudorese (sarda), che ha per controvalore la prestazione d’opera, quantificabile in termini temporali ed energetici, dell’Essere Umano. Lo statuo della Banca può essere visionato sul sito web all’indirizzo: http:www.bancamondialesovrana.org

Il presupposto su cui si basa il progetto è dato dall’assunto che il maggiore valore presente su questo pianeta, allo stato attuale, è l’Essere Umano. Per una corretta quantificazione della massa monetaria da introdurre in circolazione, onde evitare inflazione o deflazione, è necessario poter determinare il valore complessivo dei beni in circolazione. Proprio per questo motivo si è ritenuto essenziale introdurre, come valore primario, proprio l’Essere Umano, quale massima espressione energetica del creato su questo pianeta. Il progetto richiede la collaborazione di tutti per poter vedere presto la sua piena realizzazione.

Moneta.vers.2-8. Moneta.vers.2-8.

DIN

Negli ultimi anni si è potuto constatare, ovunque, l’aumento esponenziale della realizzazione di comunità dedite principalmente alla permacultura (ecosistema naturale, autonomo a minimo impiego energetico). Le potenzialità di queste realtà, probabilmente, non sono conosciute nemmeno dai fautori stessi. Principalmente il loro scopo è quello di creare la totale indipendenza, sia essa alimentare, energetica, salutare, ecc., ma, probabilmente, ciò che sfugge loro è che sono in possesso della più potente “arma” attualmente esistente, ossia, il cibo, per giunta naturale! Il potere, di fatto, non è nelle mani di chi possiede il denaro, tanto che sia, ma in colui che possiede la materia prima, ancor più se di primaria necessità. Motivo per cui le multinazionali, da tempo, stanno pressando gli Stati, oramai collusi all’inverosimile, e in particolar modo la Comunità Europea, affinché emettano normative allo scopo di limitare le libere produzioni alimentari locali e naturali, espandendo contestualmente la propria egemonia globale sul settore. A tal proposito è bene ricordare i trattati sciagurati, in discussione in questi tempi, come il TTIP (Transatlantic Trade And Investment Partnership o Accordo Transatlantico Sul Commercio E Gli Investimenti) e il TISA (Trade In Services Agreement o Accordo Di Scambio Sui Servizi) e altri. Nel dettaglio, il primo consiste nella possibilità di coltivare e commercializzare OGM o utilizzare ormoni per accelerare la crescita degli animali allevati a scopo alimentare. Il “libero scambio” determinerebbe l’immediata invasione del mercato europeo di questi prodotti e comporterebbe la cancellazione delle denominazioni DOC, non riconosciute negli USA, autorizzando di fatto la commercializzazione di vini, formaggi, oli e di tutte le altre specialità tipiche prodotte in qualsiasi Paese membro del TTIP, infliggendo danni incalcolabili alle piccole e medie aziende locali. Il secondo è un accordo che punta alla chiusura o alla privatizzazione di ogni servizio pubblico, sanità, istruzione, trasporti, telecomunicazioni, servizi postali, erogazione acqua, finanza, energia, fondi pensione statali perché considerati monopoli. L’accordo potrebbe vietare ai governi di riprendere il controllo, anche nel caso in cui il privato non riuscisse ad assicurare il servizio, riducendo ai minimi termini la supervisione nazionale delle attività. È ciò che in realtà stiamo constatando, quotidianamente, indipendentemente dall’approvazione o meno di tali accordi, grazie alla connivenza dei governanti, asserviti e al soldo del potere elitario. Se le comunità autonome stringessero le fila, coordinandosi per lo scambio dei beni prodotti, creerebbero un circuito solido, difficilmente aggredibile, nonostante tutto il denaro circolante al mondo, perché, come accennato sopra, il potere è nelle mani di colui che detiene i beni e non in colui che detiene il denaro, per quanto cospicuo possa essere. Queste realtà si presterebbero egregiamente all’introduzione di una moneta complementare sovrana, aumentandone esponenzialmente il potere economico-finanziario. Ciò che occorre è un coordinamento efficace e la volontà dei gruppi e dei singoli alla compartecipazione.

Un particolare accenno va dedicato ai Compro Oro, questo pozzo senza fondo che, in cambio del metallo prezioso (prezioso, non solo per il suo valore intrinseco, ma anche per l’energia spesa per la sua raccolta e trasformazione), consegna dei pezzi di carta colorati senza alcun valore reale, per poi a sua volta consegnarlo, dietro giusto compenso, al Banco Metalli che lo elabora e reimmette in circuito, moltiplicando i proventi. Se la gente, piuttosto che “vendere” il proprio oro lo conservasse collegialmente, potrebbe, di fatto, fornire una copertura per l’immissione sui mercati finanziari internazionali di una moneta indipendente, fisica o elettronica.

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